ITALIAN BALLOON
FRAME

Torino, Italia

Tipologia Renovation // Location Torino, Italia // Timetable 2018 // Cliente Privato // Dimensione 130 mq // Stato Realizzato
Progetto Alberto Lessan, Jacopo Bracco // Project Team Thomas Pepino // Foto Beppe Giardino
Il progetto consiste in una ristrutturazione di un'unità di fine anni '50 nel centro di Torino a pochi passi dalla Mole Antonelliana.
Dal 2011, anno di nascita di blaarchitettura, al termine dei diversi progetti che ci coinvolgono, una nostra attività ricorrente è quella di valutare come possiamo rendere più efficiente il nostro processo.
Durante gli anni abbiamo ottimizzato questioni legate al progetto e alle sue fasi, questioni legate agli aspetti relazionali con le maestranze, ma non meno importante, ci continuiamo a porre domande su come ottimizzare i metodi di costruzione e le relative tecniche.
Pensiamo infatti, che alcuni metodi di costruzione tradizionali debbano essere messi in discussione e abbiano margini di riflessioni.
Ad esempio, il sistema a tramezzi in laterizio+intonaco si è sviluppato e sedimentato per la sua flessibilità e plasticità ma non per la sua efficienza.
E' conseguente ad una prassi e realtà in cui non vi è chiara definizione di ruoli, attività per lo più informali, in cui la maggior parte delle scelte avviene in corso d'opera, lasciando libertà di postporre decisioni progettuali e quindi porre rimedio a posteriori a situazioni non previste.
Questo scenario ha assolutamente necessità di un metodo di costruzione plastico e modellabile, per cui il laterizio+intonaco si è sempre prestato e si presta ancora.
E' però davvero efficiente una tecnica in cui per realizzare un muro, dapprima lo si costruisce, in secondo luogo lo si demolisce parzialmente per inserire gli impianti, in terzo luogo lo si intonaca ed infine lo si dipinge?
Pensiamo davvero che questo processo, che spesso dura mesi e che ha bisogno di 4 diverse maestranze, sia un sistema economico e ottimizzato?
Se il progetto viene definito in modo preciso a priori, non è consigliabile adottare sistemi alternativi e più sofisticati? Sistemi in cui le diverse partizioni, possono venire progettate appositamente per la loro stratigrafia, resistenza strutturale, acustica e termica, e avere la possibilità di sceglierne materiale e aspetto superficiale.
E se si optasse per montaggi e/o assemblaggi, senza l'uso di leganti, calci e acqua?

Come nel lavoro di Jean Prouvè, creando sistema tra aspetti teorici e metodi costruttivi, vi è la possibilità di chiarire forme e funzioni, e quindi anche di ottimizzarne le tecniche.
Questo progetto è stato un campo di sperimentazione in cui abbiamo messo in pratica queste riflessioni.

Non è stato utilizzato un singolo mattone in tutta la sua costruzione.
L'appartamento di circa 130mq viene inizialmente "svuotato" attraverso la demolizione di tutti gli elementi privi di funzione strutturale, spogliandosi così della sua precedente trama per lasciare spazio ad una nuova tessitura: un sistema costruttivo-strutturale leggero balloon frame. Si prosegue con il rifacimento degli impianti e la stesura di un massetto di pulizia, ottenendo un cantiere sgombero e "pulito". Successivamente avviene il montaggio a secco dei muri prefabbricati in legno di betulla.
Il rilievo millimetrico delle murature di confine e dei nuovi impianti ha permesso di ottenere disegni precisi necessari alla produzione e al pre-assemblaggio in officina in scala 1:1 dell'intero appartamento in tutte le sue parti (muri e arredi).
Le nuove pavimentazioni realizzate precedentemente alla posa dei muri in legno ricalcano la disposizione degli ambienti dell'appartamento originale. Cambi di finitura (resina epossidica) e cambi di direzione del parquet accentuano la vecchia disposizione.
I nuovi tramezzi lignei, al contrario, definiscono una nuova distribuzione manifestando situazioni nelle quali il pavimento di un'area diviene parte di un altro ambiente e nel quale la superficie orizzontale non trova limite nelle sue pareti di confine ma invade gli spazi attigui.
La distribuzione, in contrapposizione alla forma rettangolare dell'appartamento, si sviluppa lungo due diagonali longitudinali che diventano direzione privilegiata per apprezzare contemporaneamente Mole Antonelliana e Palazzo Nuovo Universitario, situazione che nella precedente distribuzione non poteva accadere.
Si ottiene quindi una zona giorno molto luminosa aperta su tre lati, comprensiva di soggiorno con cucina, due bagni e una doppia zona notte.
Vi è un'alternanza di volumi che nel loro ordinamento divengono pareti, e che compongono pieni e vuoti. Vi è la ricerca di non definire gli spazi, ma di compenetrarli, lavorando in sezione e in pianta contemporaneamente, sovrapponendo strati bidimensionali e tridimensionali. E' negata la definizione dei limiti e vi è la volontà di evidenziare i confini ma di prudentemente oltrepassarli. L'uso di dettagli costruttivi "a filo" diventa così indispensabile.
FOTO PRIMA DELL'INTERVENTO